Vivere a Napoli è stato il primo test su un progetto di crowdfunding civico dedicato alla città di Napoli.

Un progetto interessante perché mette al centro un obiettivo “immateriale”, far crescere la reputazione della Città di Napoli. Un tema ancora mai provato in Italia.

Napoli è stata al centro di molte campagne di crowdfunding di successo, basta indicare l’arte di arrangiarsi come esempio. Tutte queste campagne hanno utilizzato la città come quinta per raccontare una storia. In questa campagna la storia è invece raccontare la città, valorizzandone le peculiarità, lustrandone l’immagine grazie al contributo dei “partenopei”.

Qui si innesta il primo elemento che deve sempre essere tenuto a mente quando si avvia una campagna di Crowdfunding. Da chi è composta la comunità che voglio aggregare? In questo caso la comunità di partenza è quella dei Cittadini di Partenope, una comunità che conta già 6.500 persone che si riconoscono nel manifesto di intenti costruito dal fondatore Claudio Agrelli.

Ultimo elemento fattore critico di successo è la capacità di chiedere. Noi adulti abbiamo, nella maggior parte dei casi, grandi freni inibitori rispetto al chiedere, come se il chiedere fosse svilente oppure elemento dispregiativo della nostra persona. Non a caso i 2 più grossi progetti finanziati con il crowdfunding nel mondo della musica e del cinema, sono stati quelli di 2 persone abituate a chiedere. Amanda Palmer, ex mimo di strada e Zach Braff leader di Scrubs.

Su tutto regna sempre la più grossa parola, credibilità. La credibilità è data dalla competenza nel settore nel quale si vuole richiedere il supporto della folla.

Bene, questa campagna, sebbene non abbia raggiunto il risultato ci ha insegnato tanto.

Vivere a Napoli ringrazia tutti i partecipanti e vi aspetta alla prossima puntata…

Stay tuned.

 

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