Il ruolo del Crowdfunding dopo l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

La crisi è da sempre un opportunità ed una fonte di sviluppo di nuovi modi di operare. Terminati i fondi pubblici come procedere per dar seguito alla politica in Italia? Se lo sono chiesti tanti in questi mesi e alcuni, iniziano a promuovere campagne di Crowdfunding per il finanziamento dei partiti. I quesiti che mi sono posta sono tanti. L’Italia è un paese ancora saldamente ancorato al passato, con un uso limitato di Internet. Facebook, con il suo modo di raccontare la vita, ci ha incuriositi e, giocando abbiamo imparato ad ampliare le relazioni sociali, ad esprimere le nostri opinioni in gruppi e comunità dedicate a interessi specifici.

“Abbiamo lentamente riscoperto il ruolo della comunità, quella che una volta era identificata nel quartiere, dove il militante del partito andava a dialogare, bevendo caffè al bar del paese.”
 
Nel tempo il legame con il quartiere e con i territori si è dissolto ed i bar non sono più luoghi di confronto. La politica si è trasformata in spettacolo televisivo consumato a casa, spesso in solitudine. Questo ha prodotto nel tempo una disattenzione crescente e una partecipazione sempre più limitata, con un astensionismo disarmante in occasioni delle elezioni.
Il Crowdfunding, letteralmente, finanziamento della folla, ha la sua vera forza nel ruolo della comunità che li sostiene. Il progetto, l’idea deve essere raccontata in modo chiaro e semplice. La credibilità di chi chiede un sostegno deve essere reale e presentare un idea vera da verificare nel tempo. Questi elementi, che nell’ultimo anno, hanno consentito una raccolta finanziaria nel mondo di oltre 5 Miliardi  e la realizzazione della campagna elettorale del presidente Obama, possono apparire rivoluzionari per l’Italia.
A precederli, in questi anni, le associazioni del terzo settore che hanno accumulato esperienza e competenza sul ruolo della comunità e sulle modalità di raccolte fondi, creando professionalità specifiche. Sono loro le ONP quelle che hanno creato veri e propri momenti di partecipazione collettiva. Basti pensare alla ormai consolidata raccolta Telethon. Ci si sente coinvolti nel problema e si segue con attenzione e curiosità la raccolta al suo crescere, il progetto e le storie dei ricercatori, sperando che la cura sia scoperta.
Il Crowdfunding, o più semplicemente “ la colletta on line” accoglierà progetti dedicati alla politica con lo stesso slancio degli altri settori e chi sa che non nasca una piattaforma dedicata per raccogliere richieste specifiche. Sono davvero curiosa di leggere i commenti ai progetti e le campagne di promozione dei progetti stessi. Ecco perché lo scorso mese ho proposto a Maurizio di dare spazio nei nostri corsi sul Crowdfunding anche al concetto di finanziamento tradizionale e Fundraising. Sono convinta che i tre ambiti vadano analizzati in parallelo, per coglierne i migliori spunti e valorizzare le opportunità che da ognuno possono nascere. Sono convinta che l’obbligo alla chiarezza e semplicità nel racconto di un progetto di Crowdfunding, possano essere la chiave di successo anche nella richiesta di un finanziamento tradizionale. In sintesi il Crowdfunding ti obbliga a scegliere cosa ti serve, come e in quanto tempo, a capire a chi puoi chiedere e come chiedere aiuto. L’idea si trasforma così in obiettivo, in progetto economico chiaro e in risultato da condividere con la comunità che ti ha sostenuto.
 
E tu cosa aspetti? Conosci il Crowdfunding 
 
 
Questo articolo è un contributo di Anna Ruggiero

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